COSTO ENTRATA
Il biglietto per visitare Petra è abbastanza caro, ma se si decide di passarci un paio di giorni allora diventa più conveniente visto che il biglietto per la visita al sito per un giorno al momento è 50 JD (circa 60 euro), mentre per due 55JD. Little Petra è gratuita, ma per arrivarci si deve prendere un taxi (15 JD), Petra by Night invece è un biglietto a parte e costa 17 JD.
I biglietti sono acquistabili al Visitor’s Center: non accettano bancomat e quindi si deve pagare cash, in più vi chiederanno il passaporto ed il nome dell’hotel in cui siete alloggiati.
Biglietto d’ingresso (in dinari) : 1 giorno
Servizi(in dinari) : 29
Costo totale (in dinari) : 50
Biglietto d’ingresso (in dinari) : One day visitor to Jordan
Servizi(in dinari) : 69
Costo totale (in dinari) : 90
Biglietto d’ingresso (in dinari) : 2 giorni
Servizi(in dinari) : 29
Costo totale (in dinari) : 55
Biglietto d’ingresso (in dinari) : 3 giorni
Servizi(in dinari) : 29
Costo totale (in dinari) : 60
Apertura 06:00 – chiusura 16:00 (orario invernale)
Apertura 06:00 – chiusura 18:00 (orario estivo)
Quando visitare Petra
I momenti dell’anno migliori per visitare Petra sono la primavera e l’ autunno quando le temperature sono più miti: noi siamo andati a fine giugno e le temperature erano già molto alte, circa 40°C, ma grazie al cielo era ventilato per cui la brezza fresca ci ha fatto sentire meno la calura. Le temperature molto alte rendono difficile e faticoso visitare Petra in Agosto perché ci sono da affrontare lunghe e sfiancanti salite.
La biglietteria è praticamente sempre aperta, dalle 6 del mattino fino alle 18 della sera in estate mentre in inverno chiude alle 16. Anche l’orario di chiusura del sito archeologico cambia a seconda del periodo dell’anno, ma comunque sempre intorno all’ora del tramonto.
I momenti migliori della giornata per visitare Petra sono la mattina presto prima che comincino ad arrivare le invasioni di turisti dei viaggi organizzati e al tramonto quando i raggi del sole accarezzano l’arenaria rossa rendendola morbida come se fosse vivente. Il Tesoro a quell’ora ti lascia senza fiato per la sua bellezza.
I primi 500 metri fino al siq si possono fare sia a cavallo che in calesse, mentre il siq solo col calesse. Noi chiaramente optiamo per le nostre gambe.
Il primo tratto della strada di accesso alla città ci fa ammirare i cosiddetti Blocchi di Ginn, dedicati agli spiriti guardiani della città, e subito dopo, scavata nella roccia, la Tomba degli Obelischi. Arriviamo all’inizio del Siq dove c’è un piccolo emporio e dove finalmente vediamo la “mirra”.
Il Siq è l’ingresso principale della città ed è una gola naturale che i Nabatei allargarono in parte e i romani pavimentarono. La prima cosa che ci colpisce, oltre ai colori delle rocce, è la presenza di 2 ingegnosi canali di scorrimento per la raccolta delle acque piovane.
Inoltre nel Siq vediamo delle belle tombe rupestri, ciò che resta di una carovana di uomini e cammelli scolpita nella roccia e rappresentazioni delle divinità nabatee tra cui Dusharà. Ma tutto il Siq, veramente suggestivo, merita un approfondimento per la sua bellezza.
Alla fine della gola, bruscamente ecco la visione spettacolare dell’edificio più noto di Petra. Altro Oohhh di ammirazione!
L’edificio di stile ellenistico ed interamente scolpito nella roccia ha facciata larga 30 metri e alta 43 metri (il piazzale originario si trova 2 metri sotto l’attuale per via della sabbia che nel tempo ne ha alzato il livello) ed è costituita da un portico a 6 colonne sovrastato da un timpano. Il suo colore rosa è dovuto all’arenaria ferrosa di cui è composta la parete ed il nome deriva da una leggenda secondo cui vi era stato nascosto un tesoro, per questo la parte superiore è stata danneggiata dai beduini. In realtà si tratta di una tomba rupestre fatta costruire dal re Areta III (87-62 a.C.). Probabilmente il fatto che la facciata sia così ben conservata è perché il piazzale dove si trova è circondato da alte pareti di roccia ed è ben protetto sia dalla sabbia che dalla pioggia. Restiamo incantati per diverso tempo ad ammirare quello che i nostri occhi vedevano e chiaramente a scattare numerose fotografie.
Lasciamo il piazzale del Tesoro proseguendo (si può fare sia in cammello che con gli asinelli fino alla fine del sito) a destra nella cosiddetta strada delle Facciate, dove la gola si allarga sempre più scoprendo tanti altri monumenti funerari scolpiti nella roccia fino a creare una vera necropoli (44 in tutto).
E qui iniziamo una vera e propria esplorazione passando da tomba a tomba dalle varie foggie e dai variegati colori naturali che vanno dal rosso al rosa al giallo e al blu. E mentre esploriamo siamo spesso circondati da bambini beduini che ci vogliono vendere i loro souvenir e incredibilmente sanno anche l’italiano (lo stretto necessario per il loro lavoro). Alla fine della gola, sulla sinistra, compare un incredibile teatro semicircolare con 33 gradoni scavato nella roccia, e quindi di un incredibile color rosa, costruito dai Nabatei nel I secolo d.c. e poi ampliato dai romani. A questo punto sono le 11.30 e il caldo si fa sentire, per cui facciamo una breve sosta a un punto di ristoro e poi entriamo nella valle tralasciando sulla nostra destra le Tombe Reali (che vedremo al ritorno).
Saliamo su di una collinetta per vedere la chiesa bizantina recentemente aperta al pubblico (belli i suoi mosaici) poi scendendo vediamo dall’alto la Via Colonnata, il Grande Tempio e il Qasr Al Bint, Il Palazzo della Figlia del faraone e arriviamo alla fine della città.
Breve sosta all’ombra del ristorante dove ci riposiamo e dove Josef ci lascia liberi per l’intero pomeriggio raccomandandoci di non prendere gli asinelli per arrivare al Monastero in quanto, come dice letteralmente “l’assicurazione non risarcisce in caso di incidente” aggiungendo che si erano verificati diversi incidenti mortali per cadute dagli asinelli sia durante la salita che durante la discesa.
Tutto il gruppo decide di affrontare a piedi (ciascuno con i propri tempi) la scalata per il Monastero partendo in maniera scaglionata quando ognuno si sentiva pronto. Noi, dopo aver preso il pranzo al sacco, alle 13.30 iniziamo la salita dei 800 scalini (di varia altezza e forma e non tutti scalini) che ci porteranno a scoprire un’altra meraviglia Nabatea.
arriviamo in uno spiazzo insignificante ma appena ci volgiamo alla nostra destra… eccolo maestoso il Monastero (Ad-Dair).
E’ più grande del Tesoro, la facciata è alta 45 m e larga 50 m ed il portale è alto 8 m. Il nome di Monastero deriva dal fatto che al tempo dei bizantini fu usato come luogo di culto cristiano. Lo ammiriamo da tutte le angolazioni e dopo essere saliti ancora per visitare i due punti panoramici (uno sulla città di Petra e l’altro sul Wudi Rum) riscendiamo nella città.
Alla fine della discesa, breve sosta al “bar” del ristorante e iniziamo il percorso per tornare indietro attraversando il centro della città nabatea.
Quindi visitiamo il Qasr Al Bint che, alto 23 metri, ha la rara caratteristica, per la città di Petra, di essere un edificio costruito e non scavato nella roccia. Poi dopo aver attraversato la Porta di Traiano o del Temenos, passiamo per il Tempio Grande e percorriamo la via colonnata, la via centrale di Petra (la strada era larga 6 metri, delimitata da imponenti colonne di arenaria rivestite di marmo) il tutto avendo come sfondo la montagna con le Tombe Reali.
Prima tappa la tomba dell’Urna (la più imponente con la sua terrazza aperta), poi la tomba della Seta (chiamata così per via delle striature colorate della sua facciata), la tomba Corinzia (assomiglia al Tesoro anche se la sua facciata risulta molto danneggiata dalle intemperie) e poi la tomba Palazzo (la cui parte superiore è formata da blocchi di pietra riportati).
Tutte veramente spettacolari.
Riprendiamo il cammino sulla strada delle Facciate dove incontriamo la salita che porta al Sacrificio da cui si può godere il panorama di Petra. Arriviamo di nuovo al Piazzale del Tesoro è qui si nota ancor di più che i colori dei monumenti di Petra variano a seconda dell’inclinazione del sole dando alle facciate un aspetto sempre affascinante ma differente.